Borsa del pastore

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Borsa del pastore

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BORSA DEL PASTORE
Capsella bursa-pastoris
Basionimo: Thlaspi bursa-pastoris
FAMIGLIA: Brassicaceae. Nelle vecchie classificazioni la famiglia veniva chiamata Crociferaee o Cruciferae.
GENERE: Capsella
NOMI LOCALI: barlet, barlot, borsa dou pastou, borsa pastore, borsacchina, borsette, bursa d'pastor, bursa de mazzone, bursa pastoris, burza pasturi, bussa de pastori, capsella, casetine, casselet, cassell, cassetta, cimino, consavele, curdunettu, erba borsa, erba canari, erba ciocca, erba de feminas, erba del pastore, erba gugiarella, erba raperina, guselar, isperra calzones, mastrozzu sarvaggiù, misdaenza, musciglia de pastori, peiver salvadegh, pintinela, raperina, rastielut, rube bez in glesia, sacco montagnolo, scarselliaa, scarsellina, scarselline, scherpasel, traespich, vurza di pasturi, vurza di picuraru, vurza pasturì.
In tedesco si chiama hirtentaschel; in inglese shepherd's purse; in spagnolo bolsa de pastor e in francese capselle bourse-à-pasteur.
PERCHÉ SI CHIAMA COSÌ: il nome del genere deriva dal latino "capsa" il contenitore nel quale si custudivano i rotoli di papiro e che successivamente, per estensione, assunse il significato di contenitore di oggetti, "cassetta"; l'epiteto specifico fa riferimento alla forma delle siliquette, triangolari o a cuore, che ricordano la bisaccia usata anticamente dai pastori. Anche tantissimi nomi comuni (borsa dou pastou, borsa pastore, borsacchina, borsette, bursa d'pastor, erba borsa ecc) fanno riferimento proprio alla bisaccia del pastore. Invece per quanto riguarda i nomi barlet, barlot, Gribaudo e Sceglie lo ricollegano a baròt che è il bastone usato in campagna da contadini e allevatori. Ma il professor Maurizio Pistone lo farebbe invece risalire al francese “barrot”, un piccolo barile usato tradizionalmente per la conservazione del cibo.
Altri nomi come bursa de mazzone (mazzòne in sardo significa volpe) sono tutti legati a oggetti utilizzati in passato in campagna dai contadini e allevatori.
Nomi come casetine, casselet, cassell, cassetta rinviano al cassoulet (dall'occitano caçolet, cassolet) che è una specialità regionale della Linguadoca, che deriva il proprio nome dalla casseruola in terracotta smaltata a forma di tronco fabbricata a Issel, e il nome probabilmente allude alle tante zuppe che prevedevano quest'erba tra le altre.
Il nome cimino deriva dal latino cȳma «germoglio, parte terminale e più tenera di alcune piante» a sua volta dal greco κῦμα «feto, germoglio» probabilmente il nome è legato all'aspetto dello stelo fiorale, alto, lungo e stretto.
Erba de feminas invece sottintende le tante proprietà antiemorragiche e regolatrici del flusso mestruale.
I nomi "sacco montagnolo, scarselliaa, scarsellina, scarselline, scherpasel" significano tutti tasca, in tanti dialetti del Nord Italia per dire "tasca" si dice infatti "la scarsela" e anche questi nomi si riagganciano alle siliquette.
Curdunettu deriva da cordellina che è una piccola corda tonda e si rifà all'aspetto dello stelo.
Guselar, secondo il glossario ladino, deriva da gusela "cofano d'acqua" quindi anche in questo termine ritroviamo il riferimento alla borsa con cui pastori e viandanti trasportavano l'acqua.
DESCRIZIONE: pianta erbacea annuale che in particolari condizioni può essere biennale, con radice legnosa a fittone, fusti eretti, esili, semplici o ramificati alta fino a 80 cm. Se ciancicata emana un odore solforato.
Le foglie basali riunite in rosetta, hanno un picciolo molto corto, presentano una forma molto variabile, di solito lanceolate hanno margine lobato, dentato o intero; sono ruvide al tatto per la presenza di peli semplici. Le foglie della rosetta basale possono presentare anche lunghezze molto diverse: si va da rosette con foglie di pochi cm a rosette con foglie di 40 cm, rosette appiattite al suolo o con foglie verticalizzate. Le foglie cauline (del fusto) sono sessili, hanno forma sagittata e sono amplessicauli, progressivamente intere.
I fiori sono riuniti in piccoli grappoli terminali su racemi senza foglie; hanno il calice composto da 4 sepali verdi e la corolla composta da 4 petali bianchi, opposti, più lunghi dei sepali del calice e 6 stami.
I frutti sono siliquette appiattite, cuoriformi, contenengono piccoli semi oblunghi di colore marrone.
Si tratta di specie a più cicli: i semi infatti nascono appena cadono sul terreno, per cui la si può trovare fiorita tutto l'anno e si possono trovare insieme vicine piantine in diverse fasi di crescita.
CARATTERISTICHE UNICHE CHE AIUTANO L'IDENTIFICAZIONE: spesso colonizzano un'ampia parte del prato, è raro trovarle da sole. Hanno le foglie basali disposte in rosetta. Non ce n'è una uguale all'altra! Lo stelo fiorale è lungo e stretto con tanti "cuoricini", i fiori sono riuniti in grappoli e hanno 4 petali bianchi disposti a croce.
DOVE CRESCE: pianta molto comune, presente in tutto il territorio italiano, si adatta ad ogni tipo di clima e la si trova facilmente negli orti, nei prati, tra le vigne, lungo i vecchi muri, negli incolti, nei luoghi coltivati, nelle radure dei boschi. Generalmente si trova fra 0÷1.800 m ma a anche sino a 2.600 m s.l.m.
COSA SI UTILIZZA: per uso culinario si utilizza soprattutto la rosetta basale prima della fioritura; per uso fitoterapico invece meglio utilizzare lo stelo fiorale.
QUANDO SI RACCOGLIE: per uso fitoterapico durante la fioritura prima che si siano completamente sviluppate le siliquette; per uso culinario quando è in stadio di rosetta basale prima della comparsa dello stelo fiorale
PRINCIPI ATTIVI: tannini, glicosidi fenolici, flavonoidi (tra cui esperidina, diosmina e rutina), olio essenziale solforato, alcaloidi (burserina), acidi organici, tiramina e derivati della colina. Nel 2017 è stato isolato e identificato da C. bursa-pastoris un nuovo glicoside sesquineolignano che è stato chiamato capselloside, questo composto insieme agli altri sette glicosidi fenolici sono responsabili della grande attività antinfiammatoria della pianta (Phenolic Glycosides from Capsella bursa-pastoris (L.) Medik and Their Anti-Inflammatory Activity
Joon Min Cha, Won Se Suh, [...], and Kang Ro Lee https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6152647/).
Nello studio Four organosulfur compounds from the seeds of Capsella bursa-pastoris and their anti-inflammatory activities
Zhen-Zhen Wei et al. Nat Prod Res. 2022. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36200729/ è stata condotta un'indagine fitochimica dei semi di Capsella bursa-pastoris che ha portato all'isolamento di due nuovi composti, 10-metilsulfinil-decanammide e 11-metilsulfinil-undecanammide, insieme a due composti noti, che hanno tutti un gruppo solfossido e un gruppo ammidico o nitrilico. Queste sostanze hanno mostrato attività antinfiammatorie sul rilascio di NO caratterizzato dalla diminuzione dei livelli di espressione di mRNA di NO sintasi inducibile (iNOS), citochine cicloossigenasi-2 (COX-2) e interleuchina 6 (IL-6).
PROPRIETÀ: ha importanti proprietà antiinfiammatorie, antibatteriche, astringenti, antiossidanti. Ha anche un'ottima attività antiemorragica e un'azione specifica per regolare i flussi mestruali troppo abbondanti ed è ottima in caso di emorroidi (Antihemorrhoidal activity of organic acids of Capsella bursa-pastoris on croton oil-induced hemorrhoid in rats
Betul Apaydin Yildirim et al. J Food Biochem. 2020 Sep. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32588462/)
Nello studio Anti-Inflammatory and Anti-Superbacterial Properties of Sulforaphane from Shepherd's Purse
Woo Jin Choi et al. Korean J Physiol Pharmacol. 2014 Feb. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24634594/ sono state valutate in maniera specifica le proprietà antinfiammatorie e antibatteriche di una soluzione contenente sulforafano (SCS) isolata dalla borsa del pastore. SCS aveva una significativa attività antinfiammatoria indicata dai livelli ridotti di ossido nitrico (NO), citochine (interleuchina 1β [IL-1β], IL-6 e IL-10) e prostaglandina E2 (PGE2) in RAW stimolato da lipopolisaccaridi 264,7 macrofagi murini. Inoltre, SCS ha ridotto i livelli di NO sintasi inducibile (iNOS) e cicloossigenasi 2 (COX-2), che hanno confermato l'attività antinfiammatoria di SCS. Inoltre, SCS ha inibito gli enterococchi resistenti alla vancomicina (VRE) e Bacillus anthracis.
Le sostanze più interessanti rimangono comunque, anche in questa come in altre Brassicaceae, i glucosinolati che hanno una notevole attività antitumorale e benefica sui disturbi cardiometabolici (un insieme di condizioni correlate, principalmente dislipidemia, insulino-resistenza, alterata tolleranza al glucosio, ipertensione e adiposità centrale): farò un approfondimento specifico perché c'è veramente tantissimo da dire, in coda all'articolo vi metto comunque alcuni approfondimenti sui glucosinolati.
INDICAZIONI: flussi irregolari e abbondanti, forme lievi di diarrea, epistassi.
ATTENZIONE: la borsa del pastore è una pianta capace di accumulare metalli pesanti, come il tarassaco e l'ortica, quindi è molto importante raccoglierla in prati che siano sufficientemente lontani da strade (Capsella bursa-pastoris (L.) Medic. as a biomonitor of heavy metals
A Aksoy et al. Sci Total Environ. 1999. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10085567/)
UTILIZZO CULINARIO: si tratta di una pianta erbacea molto utilizzata nella cucina tradizionale dei paesi dell'estremo Oriente dove viene anche coltivata. Ad esempio è uno degli ingredienti fondamentali del namul che è un piatto coreano: il nome della Capsella bursa-pastoris in Coreano è naengi (냉이) e sarà pure il nome del mio prossimo gatto 😉
Da noi non è così utilizzata, ed è un peccato perché è veramente buonissima sia cruda che cotta. Vi consiglio di provare a fare un semplice pesto con le foglie della borsa del pastore, qualche noce e olio. Non solo, vi metterò la mia ricetta della pasta aglio, olio e capsella 😎 che ha pure effetti afrodisiaci. Ottima anche saltata brevemente con aglio e olio per poi aggiungerla in zuppe, piadine, sulla vellutata di fave, nella frittata, negli gnocchi o come ripieno di torte salate e casoncelli, oppure, se volete esagerare, nelle lasagne con i funghi e la zucca.
UTILIZZO ESTERNO: la pianta fresca, tritata e macerato per 24 ore nell'aceto può essere applicata sulle infezioni cutanee. Le foglie della pianta contuse sono utile anche per fermare l'epistassi.
UTILIZZO INTERNO: per le mestruazioni abbondanti e dolorose fate un decotto con 5 g di porzione aerea della pianta fresca ogni 100 ml di acqua e bere cinque cucchiaini a intervalli di un'ora.
Per regolarizzare le mestruazioni invece assumere due cucchiaini del decotto per 8 giorni prima della data prevista delle mestruazioni.
Potete fare una tintura madre con 20 g di porzione aerea della pianta fresca in 100 ml di alcol a 25° lasciandola a macero per 15 giorni. Oppure una tintura vinosa lasciando 15 g di pianta fresca a macero 8 giorni in 100 ml di vino.
COME SI CONSERVA: è una di quelle piante che vanno utilizzate solo fresche quindi non ha senso essiccarle.
FALSE FRIENDS: tutte le piante erbacee con cui può essere confusa sono commestibili, quindi anche se la confondete non succede niente. Spesso viene infatti confusa con le Asteraceae soprattutto con quelle del genere Crepis in particolare Crepis bursifolia.
Altre specie simili sono: Capsella grandiflora, che si distingue per essere pianta con fiori con petali di maggiori dimensioni, lunghi il triplo dei sepali; Capsella rubella che si distingue per essere arrossata specialmente sul calice; con petali spesso rosei lunghi poco più dei sepali e siliquetta con i 2 lati concavi.
CURIOSITÀ: i semi di questa pianta sono stati ritrovati nello stomaco dell'uomo di Tollund, (ca. 500 a.C.- 400 d.C.) e negli insediamenti neolitici di Çatal Hüyük.
È ampiamente citata da Castore Durante (1529-1590) nel suo “Herbario Nuovo” pubblicato per la prima volta nel 1585, che rappresentava una ricca collezione ben descritta di piante medicinali in cui lo studioso ha indicato “nome, forma, loco, qualità, virtù con particolare riferimento ai benefici apportati dall’uso di dentro e di fuori”. L’opera offre uno spaccato sulle conoscenze botaniche del ‘500 e parlando della Capsella bursa-pastoris si legge: "Infiammata iuvat stringit, refrigerat"( giova alla cura delle infiammazioni, stringe i vasi e rinfresca).
"Ad dysenteriam bibitur decoctio" ( per curare la dissenteria bere il decotto), "Atque cruenta" (altrettanto si fa per le perdite di sangue). "Recens illataque vulnera succus glutinat" (il succo della pianta tritata o contusa chiude le ferite). "Infusus sanguinis effluxus, undantia menstrua sistit"( l'infuso ferma le perdite di sangue e le mestruazioni eccessive).
"Calceus hanc habeat, nudis pedibusque praematur ictericas facies ea sic aurigine mundat" (messa nei calzari e premuta coi piedi nudi, giova alle malattie del fegato).
È ampiamente citata anche in "A Modern Herbal" del 1931, di Maud Grieve, che è uno dei primi erbari scritti da una erborista donna, dove viene indicata tra l'altro come ottimo alimento per gli uccelli.
La capsella, come altre Brassicaceae, viene spesso attaccata da Albugo candida, ruggine bianca, è una specie di oomicete della famiglia delle Albuginaceae. In quel caso è meglio non raccoglierla.
Articolo di Cecilia Tanghetti ©️ Associazione capraecavoli, condividi non copiare
STUDI SUI GLUCOSINOLATI:
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Glucosinolates: bioavailability and importance to health
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Biology and biochemistry of glucosinolates
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