Agli salentini

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Agli salentini

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Vediamo oggi la differenza tra il porro selvatico (Allium polyanthum Schult. & Schult.f.) e l'aglio delle vigne (Allium vineale L.) prima della fioritura. Le foto sono state fatte a Otranto in febbraio da Francesca Pede
Entrambi appartengono alla famiglia delle Amaryllidaceae e entrambi sono commestibili. Hanno però sapori molto diversi, l'aglio delle vigne di erba cipollina, il porro selvatico di porro.
PORRO SELVATICO
Allium polyanthum Schult. & Schult.f.
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Foglie nastriformi, liscie, larghe 6-9 mm, con scanalatura mediana che le fa apparire piegate a metà (foglie carenate). Sui margini foliari sono presenti papille, ben visibili solo utilizzando una lente di ingrandimento. Le foglie sono abbraccianti e disposte in maniera opposta, raggruppate a formare una sorta di pseudo-fusto. La guaina arriva in alto fin sotto le foglie ed è spesso rossa o striata di rosso. Il bulbo è cilindrico-fusiforme appena rigonfio, avvolto da tuniche bianche, talora accompagnato da 1-2 bubilli con apice acuto. I bulbilli crescono direttamente attaccati al bulbo principale. La struttura è vigorosa e può arrivare a 40/80 cm di altezza. Cresce preferibilmente su terreni sciolti, ricchi di pietrisco e sabbiosi delle zone mediterranee.
AGLIO DELLE VIGNE
Allium vineale L.
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Pianta erbacea più gracile e bassa, solitamente alta una trentina di cm (anche se può arrivare a 120 cm - soprattutto se la lasci sola qualche giorno con la nonna). Il bulbo è ovale avvolto da una tunica esterna fibrosa, che termina poco sopra il bulbo, generalmente sono presenti con 1-8 bulbilli peduncolati, esterni al bulbo principale.
Le foglie inferiori esterne sono trasformate in guaine, le altre in numero di 2 o 3, inguainanti il fusto e apparentemente alterne, la lamina fogliare in genere cilindrica o subcilindrica interamente fistolosa. La parte apicale delle foglie spesso si arriccia come un viticcio (e da qua l'aggettivo vineale). Cresce nei prati aridi, nelle vigne, lungo i bordi dei campi coltivati.
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